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ADESIVI ‘FIRENZE NO ITALIA’

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Un sogno, una provocazione o un semplice sentimento calcistico? Forse tutte queste cose… ma in realtà, molto di più!

L’amore dei Fiorentini verso la propria città, e la poca predisposizione ad essere controllati da poteri esterni, è un qualcosa che viene da lontano.

Certo, Firenze ha subito diverse dominazioni, ma nelle sue strade si è sempre respirato dignità ed orgoglio nei secoli dei secoli!

Oggi, da circa 150 anni, facciamo parte di questo Stato chiamato Italia che, nonostante sia praticamente intoccabile e indiscutibile per generazioni che sono nate con quel nome sulla Carta d’Identità, è uno Stato che esiste da poco più di 150 anni, e di cui avevamo fatto a meno nei 1909 anni precedenti di storia della città.

A dirla tutta, chiusi i libri del liceo e guardate le cose da un diverso punto di vista, quello che questo Stato ha realizzato, più che una Nazione, pare essere stata un Annessione. Un occupazione. Che i signori con le industrie e gli eserciti del Nord compierono, appunto, intorno alla metà del 1800, occupando il centro e il sud dello Stivale, (che erano forse arretrati tecnologicamente ma pare non se la passassero poi così male…) e annettendoli in uno “Stato” unitario col nome di Italia.

Se girate per l’Italia, scoprirete che anche al Sud non è che siano proprio entusiasti di questo stato nazionale. A Napoli, come in Sicilia, “stavano molto meglio quando stavano peggio” e sono in molti a sognare l’Indipendenza da questo Stato Occupante. (foto fatta a Palemmo )

“Le Due Sicilie erano lo Stato preunitario più prospero, nel quale l’emigrazione era sconosciuta e la cui popolazione non aveva alcun desiderio di unirsi alla restante parte della penisola. La sua posizione strategica al centro del Mediterraneo e la sua politica di fiera indipendenza cozzavano contro gli interessi delle grandi potenze europee e dei Savoia.

Se i vertici dello Stato non furono capaci di arginare una unità d’Italia, una invasione, la piemontesizzazione imposta con la forza dei cannoni e del denaro corruttore, ci pensò il popolo a reagire con una guerriglia durata oltre dieci anni, che però è stata definita, in questo caso, “brigantaggio”. (La storia proibita, ediz.Controcorrente)

 

Si, Roma fu fatta capitale, ma forse più per un motivo storico che di potere reale; se le decisioni politiche lì vengono prese, i “giri grossi” comunque li hanno sempre e comunque continuati a fare al Nord, a Milano, a Torino ecc …

E Firenze?

Come detto sopra, Firenze ha sempre avuto un suo spirito indipendente (e certo, in alcuni casi è stata a sua volta una forza dominatrice…), una lunga storia di repubbliche, signorie, signori e rivolte, e s’è poi ritrovata a essere una parte integrante di questo stato italiano. Per quanto in tanti si sentano prima Fiorentini che Italiani, e più o meno ironicamente e calcisticamente urlino il loro orgoglio e la loro anti-italianità, quanti sono quelli che poi hanno realmente mai pensato, anche solo per un attimo, a come sarebbe se le politiche per la nostra regione e la nostra città fossero discusse e decise proprio nella nostra città, e se potessimo un giorno avere una reale indipendenza da quello Stato un tempo occupante ed ora riconosciuto da tutti?

Perché poi forse, alla fine dei conti, sarebbe anche più giusto così. Più umano. Saremmo costretti a confrontarci davvero, e non semplicemente a dover andare una volta ogni 5 anni a dare un voto a qualcuno che non conosciamo minimamente.

Poi che c’entra, non si risolverebbe certo gli enormi problemi sociali ed economici che affliggono il mondo, però si avrebbe per lo meno la possibilità di provare a incidere davvero sul nostro territorio, di provare a cambiarle le cose, da vicino; e magari un esempio giusto potrebbe coinvolgere altri territori, e produrre una reazione a catena … Il mondo si cambia a piccoli passi …

Dunque … sto forse chiedendo l’indipendenza della Repubblica di Firenze o il ritorno al Granducato (o meglio, a una Repubblica Confederale J ) di Toscana? Non esattamente, non ancora.

Quello che sto facendo è provocare in tutti voi una riflessione e una riconsiderazione del concetto di Italia, concetto che ormai viene dato – a mio parere – un po’ troppo per scontato, mentre invece sarebbe del tutto ridiscutibile e rinegoziabile!

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Ma aldilà delle valutazioni politico-territoriali, ciò che primariamente spinge tutto questo è L’ORGOGLIO di ESSERE , di VIVERE e di esser cresciuti in una CITTA’, che è FIRENZE, e non l’Italia.

E per “Italia” non intendo i milioni di fratelli e ‘compatrioti’ che vivono negli altri bellissimi territori dello Stivale, ma quelle poche migliaia, forse centinaia, che dai loro uffici e dalle loro poltrone dirigono tutto il baraccone dando ordini a destra e a manca senza aver mai messo piede nelle Città in cui le loro azioni costringono le popolazioni a sacrifici e sofferenze, e che poi vanno in giro a dirci che dobbiamo essere orgogliosi di qualcosa che non siamo!

Per la Libertà dei Popoli e l’Autodeterminazione dei Territori!