Buongiorno amici/che e RF Supporters! Oggi sono 6 mesi che sono qua, a Lanus, Buenos Aires, Argentina… ogni tanto vi ho pensato, nel bollore della città o in costumino sotto il sole pungente sulle spiaggiettine della costa, mentre qua si andava a giro con il giubbotto, e, anche se il freddo inverno del conurbano bonairense non è apparso così inaffrontabile, s’è tirato diverse madonne in quest’estate insolitamente invernale, in cui se pioveva per più di mezzora ci si inondava mezzo quartiere e ci toccava vedè le vostre foto al mare mentre noi s’era a accendere la stufa a gas.

Qua per il resto va tutto molto bene, il lavoro è una figata, tanto che definirlo lavoro nel senso negativo del termine non ha quasi senso, siamo in un progetto in cui si sta dentro un centro artistico / culturale, in uno spazio comunitario per ragazzi tolti alla strada, e in un associazione che fa “ricerca” sui desaparecidos del quartiere in cui viviamo, Lanus, di cui mi sono – e ci siamo – subito innamorati, e che mi ha donato anche una banda sostitutiva per la Domenica 😀.

Vivo in un paese che, se mi venisse chiesto di definire in tre parole… sarebbero CALCIO, POLITICA e BEGHE.

Ovvero sia che non si parla assolutamente di altro che non sia riguardante il Calcio, la Politica e le Beghe. E sapete quanto io sia affezionato a ciascuna delle 3. Mettici un po’ di festa, tanta bella musica e tanta bella gente e… diciamo che non mi posso lamentare!!

In quanto a Calcio, sarebbe inutile tentare di spiegare quanto la relazione tra essere umano e futbol sia viscerale qua a Buenos Aires, e immagino anche nelle province, per un buon 80/90% della popolazione. Certo, lo stadio di questi tempi è un lusso – a meno che tu non abbia i giusti agganci  – ma l’appartenenza al proprio club è qualcosa che va ben oltre i nostri canoni di “sport del popolo”.

In quanto a Beghe, in questo momento ce n’hanno a non finire; stanno vivendo una delle peggiori crisi della loro storia – e non che non ne abbiano passate di pesanti e nemmen troppo tempo fa – e per molte persone la vita è diventata un inferno nel giro degli ultimi 2-3 anni.

E qua entra in gioco la Politica. Se tradizionalmente gli argentini sono sempre stati un popolo parecchio politicizzato, in questi mesi ormai non si parla d’altro, visto che a Ottobre ci sono le elezioni, e da come se ne sente parlare quotidianamente fin dal primo giorno di Marzo in cui siamo arrivati, pare che questa tornata elettorale sia per vari motivi, in tutto il Paese, una questione di vita o di morte.

Da un punto di vista sociale e materiale, per molti – che da avere lavori e vite più o meno dignitose si sono trovati a non avere praticamente nulla – è davvero una questione di vita o di morte: da una parte la possibilità di riacquistare una qualche speranza di trovare un lavoro che ti permetta di sopravvivere, o di accedere ad un sussidio che ti garantisca un minimo di dignità, dall’altra il rischio di andare a infittire il numero di persone che dormono per la strada o che vanno a fare la fila in piazza per un pezzo di pane.

El è Mauricio Macri, Ella è Cristina Fernandez de Kirchner

I motivi per cui queste elezioni sono fondamentali da un punto di vista politico, geopolitico e culturale sono altrettanti e altrettanto importanti, ma cercherò di parlarne in un altro momento che ce n’è parecchie da dire…Ma in sostanza possiamo affermare che a Ottobre l’elettorato argentino è chiamato a decidere su due distinti modelli di idee di mondo e di paese, che si possono riassumere in “Liberazione, sovranità nazionale e crescita collettiva”, o “Dipendenza dal capitale straniero, arricchimento per pochi e disperazione per tanti”.

Le elezioni primarie dell’11 Agosto hanno fatto gridare di gioia mezzo paese con la vittoria di questo primo modello, rappresentato della Coalizione Fernandez/Kirchner su Macri per 49 % a 33 %; questi dati hanno un importantissimo valore sondaggistico, ma le elezioni che valgono sono quelle di ottobre, e la militanza di base argentina ha già riniziato la propria campagna per assicurarsi che l’aiutino dei mercati a Macri (con l’aumento del dollaro provocato dai mercati il giorno dopo le elezioni, nel giro di 2/3 giorni gli argentini si sono ritrovati a pagare tutto quasi il 20% in più!) non possa portare a inimmaginabili ribaltoni in autunno.

Vi ho pensato tante volte quando mi sono trovato in situazioni che avrei voluto condividere con tutti voi, nelle piazze, negli stadi, negli spazi culturali e politici in cui sono passato, tutti quanti questi accumunati da quel continuo rullo di tamburi, bombos e trombette, da quello spirito murguero e quel ritmo fottutamente argentino che accompagna qualsiasi evento di questo tipo.

Vi ho pensato per le serate e per le cazzate, ma ho pensato anche a quanto avrei voluto condividere con voi anche la scoperta della storia, della politica e dell’attualità di questo paese; che ci riguardano in modo particolarmente diretto, per diversi aspetti, (primo tra i quali il fatto che più della metà delle persone che incontriamo qua abbia un cognome italiano). Una storia che ci racconta di due secoli fatti di sofferenze, dipendenza da poteri esterni e ferite ancora profondamente aperte, ma anche di periodi di speranza, di alternativa, di rinnovamento politico e sociale che, come è successo negli ultimi decenni, contribuiscono a riportare il popolo a un livello di militanza e interesse attivo altissimo.

 

Di tante di queste cose, in tanti momenti ho provato ad iniziare a scrivere, sperando di poter approfittare del mezzo di RF – L’Altra Repubblica per raccontare a chi fosse interessato una realtà che ritengo interessantissima, ma purtroppo le mie skillz produttive e comunicative sono ancora parecchio rallentate, e come spesso accaduto ogni qualvolta mi trovassi in un luogo o in un momento che avrei voluto raccontare al meglio, mi rendo conto che riuscire a trasmettere tramite parole o qualsiasi materiale grafico o audio visuale ciò che si vive in prima persona è un lavoro lungo e parecchio complicato, e richiede un tempo e una pazienza che evidentemente in questi tempi non sto riuscendo ad avere, anche per la rinnovata foga di “vivere il momento a tutto tondo”.

Ma queste esperienze, qua in Argentina, come in Catalunya o a Cuba, hanno portato con sé una quantità infinita di idee, pensieri e possibilità di progettazione, che mi hanno riacceso una speranza dopo anni di disillusione; è per questo, e non per altro, che vorrei poter condividere con gli amici, i conoscenti, le persone che seguono il progetto di RF – L’Altra Repubblica, alcune di queste mie esperienze e di queste idee. Perché insieme ci si possa ragionare e si possa tornare ad avere una speranza di combinare qualcosa nella nostra città. Perché come un cretino io ci credo ancora, davvero.

Per questo mi riprometto di mettere in ordine i “pensieri e i reportage” che ho buttato lì in mille diversi documenti di Word, e di provare a raccontarvi quello che sto vedendo; perché credo che possa essere interessante anche per noi che siamo dall’altra parte del globo.

Perché in fondo, tutto quello che vivo, scopro e penso, lo vivo, lo scopro e lo penso per Firenze, perché presto voglio tornare e continuare con il lavoro che non abbiamo altro che iniziato – la maggiorparte del quale è assolutamente in una fase embrionale – ma che spero di poter coltivare con pazienza nei prossimi anni, in cui andahe tranquilli che da Firenze non mi muovo.
Intanto dal 20 al 30 settembre torno una decina di giorni per fare un par di birre! E se qualcuno aveva necessità di prendere qualcosa, mi contatti che vediamo come organizzarci!

Un abbraccio a tutti,

G_RF